Passa al contenuto principale

Show Your Work!

Questo libro di Austin Kleon è stato inaspettato, sia perché non era in lista tra quelli da leggere, sia perché è andato via via migliorando, superando le mie aspettative.
L'ho letto in modo completamente diverso rispetto agli altri: nel frattempo stavo programmando un software, Veil, che mira a risolvere tutti i problemi che avevo con i dark reader usati in passato per leggere i miei eBook. Miglioravo il programma man mano che notavo errori o mi venivano idee durante la lettura. È stato estremamente gratificante poter passare da un'attività all'altra quando volevo, un po' come faccio con il coding e il design.

Ho anche analizzato con l'aiuto dell'AI alcuni estratti chiave del libro facendoli riadattare al mio futuro lavoro da UX Engineer, soprattutto nell'ultima parte che tratta aspetti che non ho ancora vissuto. Quel copiare e incollare era uno dei problemi principali dei dark reader che usavo: ce n'era uno che incollava una parola per riga, un altro che non metteva correttamente gli spazi. Il problema più grande, evidentissimo con Refactoring UI dove le immagini erano molte, era che tutti invertivano ciecamente anche le immagini, incluse le pagine già scure che diventavano bianche. Con Veil ho risolto tutto questo. Ma ci sarà un readme apposito; non sono riuscito a trattenermi dall'entusiasmo. Parliamo del libro.


Scenius

Il mito del genio solitario descrive la creatività come un atto antisociale: la lampadina si accende, il genio si chiude in studio, il capolavoro viene rilasciato al mondo. Al resto di noi rimane solo stare a guardare.
Il musicista Brian Eno propone un modello alternativo che chiama scenius: le grandi idee nascono spesso da un'intera ecologia di talenti, artisti, curatori e pensatori che si supportano a vicenda, guardano il lavoro degli altri, copiano e rubano idee. È un po' quello che succede in Midnight in Paris: c'era quella donna che analizzava libri e dipinti, dava feedback, teneva insieme persone di campi diversi. Picasso ed Hemingway nello stesso posto non erano una coincidenza.

Dilettanti

Austin sostiene che a volte i dilettanti hanno più da insegnarci degli esperti, citando C. S. Lewis:

"Spesso accade che due scolari possano risolvere le difficoltà nel loro lavoro l'uno per l'altro meglio del maestro. Il compagno di classe può aiutare più del maestro perché sa meno. La difficoltà che vogliamo che ci spieghi è una che ha incontrato di recente. L'esperto l'ha incontrata così tanto tempo fa che l'ha dimenticata."

Non mi ha convinto. Lo leggo più come una spinta motivazionale per chi è agli inizi, categoria di cui faccio parte, che come una verità assoluta. Detto questo, la parte sull'innovazione del principiante la trovo corretta: in 6 anni di palestra ho imparato esattamente cosa evitare e cosa no, e l'innovazione che posso portarci ora la definirei controllata, ovvero dentro il recinto delle linee guida acquisite dalle risorse che ho studiato e dall'esperienza diretta sul campo accumulata nel tempo.

A mio avviso non è solo una questione di sapere di più o sapere di meno. È anche una questione di innamoramento. All'inizio si è disposti a sperimentare non solo perché si hanno meno paletti, ma anche perché si è genuinamente innamorati della materia.

Il contro-esempio più diretto che ho vissuto è Calcola Turno: dopo aver affrontato HTML, CSS e JS in questo percorso, nella seconda versione ho implementato feature che nella prima non sapevo nemmeno esistessero. Ho capito che più puntini hai, più puoi unirli. Credo che se un principiante supera un esperto, è perché ha talento, non perché essere principiante sia un vantaggio strutturale.

Chain-smoking

Il titolo non si riferisce alle sigarette in senso letterale, ma al gesto: accendere la prossima prima di finire l'ultima. L'errore di cui Austin parla, e che fanno in molti, si può riassumere nel seguente processo:

  1. Finire un progetto
  2. Fermarsi
  3. Aspettare feedback (applausi o critiche)
  4. Preoccuparsi del futuro
  5. Cercare di ripartire da zero, con l'inerzia che rema contro

Ho scoperto che i Next che metto alla fine della maggior parte dei progetti rappresentano questo esatto principio.

C'è però un lato oscuro se si prende alla lettera il chain-smoking. Il riposo, inteso come staccare completamente, è manutenzione al proprio corpo, e a volte si torna migliori di prima. Lo posso affermare con più certezza in palestra, dove il modo per combattere lo stallo è sempre stato, paradossalmente, mollare per qualche giorno. E Austin lo dice subito dopo, nel capitolo seguente.

Flow e Stock

Uno dei concetti che più mi ha colpito, perché non sapevo avessero un nome, è la distinzione tra come produciamo e come archiviamo:

  • Flow è il flusso, per fare un esempio pratico è la sezione Il Percorso di questo sito, dove documento il percorso man mano che avanza
  • Stock è ciò che rimane, i Vademecum, un agglomerato di concetti raccolti durante i progetti, le spiegazioni che mi hanno fatto capire i concetti, appuntate mentre studiavo.

Vampiri

Si tratta di persone o situazioni tossiche che ti fanno stare peggio dopo averci avuto a che fare. Ad esempio, il Product Manager che convoca riunioni di due ore senza agenda e ti lascia svuotato, il Senior Developer che invece di spiegarti un concetto ti fa sentire stupido per aver chiesto, il cliente che chiama alle 19:00 di venerdì per cambiare un colore.

Viene citata la lezione di Brancusi: non importa quanto sia "geniale" Picasso. Se interagire con lui ti prosciuga l'energia che ti serve per lavorare, devi tagliare i ponti o erigere barriere. Il succo è non lasciare che la tua creatività venga spremuta dagli altri.

Lo stesso vale per i compiti:

  • Ti senti svuotato a sistemare bug su browser obsoleti? È un compito vampiro
  • Ti senti carico dopo aver prototipato una micro-interazione complessa? Quella è energia positiva

Usare questo test per orientare la specializzazione è più onesto di inseguire ciò che "fa curriculum".

Identità

Kleon scrive che l'unico modo per trovare la propria voce è usarla. Non si tratta di costruirla dal nulla, è già dentro di te. Questa cosa l'ho vissuta sulla pelle, ma sostituendo "voce" con "personalità".

Una volta che quella voce esiste, il pericolo non viene tanto dai "troll" esterni quanto dalla sindrome dell'impostore. Riadattando il concetto al mio contesto: quando qualcuno dice "il tuo codice è spaghetti" o "non sei un vero ingegnere se usi il copia-incolla", fa male solo se tu per primo pensi di non essere all'altezza. Il troll esterno usa un megafono per amplificare la voce cattiva che hai già nella testa: riconoscerlo non lo neutralizza, ma lo ridimensiona.

C'è però una minaccia più sottile, che Kleon chiama la trappola del successo. Neil Gaiman racconta di essersi svegliato un giorno realizzando di essere diventato qualcuno che rispondeva alle email di professione e scriveva per hobby. È il destino di chi diventa così bravo in qualcosa da essere consumato dalle richieste che quella bravura genera, smettendo di fare la cosa che lo ha reso visibile in primo luogo.

Algoritmo Booleano Sì/No

Il concetto che più di tutti mi porterò nel futuro. È brutale e chiarissimo:

  • Se un'opportunità ti permette di fare più lavoro del tipo che vuoi fare
  • Se un'opportunità significa più soldi ma meno lavoro del tipo che vuoi fareno

Il progetto ti paga poco ma ti permette di usare quella tecnologia che vuoi imparare? Sì. Il progetto ti paga tantissimo ma ti blocca su codice legacy per 12 mesi? No, stai vendendo il futuro, non il presente. Detto questo, non tutti possono permettersi questo lusso, sicuramente neanche io quando inizierò formalmente questo lavoro.

Begin Again, non Start Over

Kleon cita Alain de Botton:

"Anyone who isn't embarrassed of who they were last year probably isn't learning enough."

Molti temono il cambiamento perché pensano significhi buttare via anni di esperienza. La distinzione semantica che fa è molto interessante:

  • Start Over: ricominciare da zero, perdita totale
  • Begin Again: nuova partenza, ma con tutto il bagaglio acquisito

Non ricominci mai veramente da zero.
Mi chiedo se sia un po' quello che è successo con la palestra: 6 anni in cui ho accumulato concetti che si sono rivelati utili in contesti completamente diversi, come la regola del 70%, il riposo attivo, l'innovazione controllata. Così come è successo con la fabbrica, che mi ha insegnato la capacità di mettere l'utente al centro (Center). La morale è che il bagaglio si trasferisce anche quando cambia il contesto, proprio come raccontò Steve Jobs nel famoso discorso di Stanford, spiegando come aveva unito i puntini grazie al corso di tipografia frequentato al college.


Next: La lettura di questo libro è avvenuta interamente all'interno del prototipo di cui parlavo all'inizio. Leggere, notare un problema, correggerlo, ricominciare a leggere. Il ciclo di sviluppo più immediato che abbia mai vissuto (dopo Center). Il progetto si chiama Veil ed è il prossimo readme.